Organizzare il bucato settimanale oggi giorno non è semplice.

Trascorriamo tutti una vita frenetica e super impegnata e che talvolta ci lascia poco tempo per fare le cose più semplici come il bucato, la spesa e le pulizie!

Vorrei quindi darti qualche suggerimento su come cercare di ottimizzare i tempi per fare il bucato ed ottenere il massimo risultato.

E’ molto importante conoscere alcune regole fondamentali per non fare danni e soprattutto per non rovinare quei capi che abbiamo desiderato tanto a lungo e che, dopo tanti sacrifici e dopo tanta fatica, ci siamo potuti permettere di acquistare!

Veniamo ora alla pratica che per chiarezza suddivido in 4 fasi.

Fase 1 – la suddivisione

La prima cosa da fare, è SEPARARE I CAPI per genere e colore; completi letto o copripiumini, coperte in lana e sintetiche, salviette, teli e accappatoi, maglioni di lana, di cotone, calzini e così via.

Durante il lavaggio, i pigmenti di colore si disperderanno quindi nella lavatrice ma non intaccheranno altri capi conferendogli sfumature e “colorini” non ben definiti e difficilmente classificabili.

Per semplificare questa operazione è possibile chiedere la collaborazione di tutta la famiglia e impiegare più ceste, ognuna dedicata ad un colore, ad esempio la cesta dei capi neri, quella dei capi bianchi delicati, una per gli abiti colorati ed una per gli asciugamani e per le lenzuola.

Ogni componente della famiglia potrà così  dividere i capi autonomamente ed inserirli nella cesta dedicata.

Le etichette presenti sui capi ti aiuteranno a decidere “cosa mettere dove” e l’utilizzo di più ceste diverrà poi molto utile per la scelta delle temperature.

Siamo tutti consapevoli che nelle case sprovviste del locale lavanderia non è pensabile posizionare ceste qua e là quindi se, come la maggior parte delle famiglie, per questione di spazio avete una cesta sola, basterà fare un po’ più di attenzione.

Quando, infilando nella stessa il vostro intero braccio alla ricerca di qualcosa, recupererete i vestiti da lavare frequentemente: stai sbagliando qualcosa!

Si tratta di capi da lavare frequentemente con un lavaggio breve: calzini, slip, canotte, reggiseni e accessori di piccole dimensioni.

Discorso a parte per  i lavaggi più impegnativi di tappeti, tende, copridivani e piumini che dovranno invece essere programmati onde evitare di creare cataste di biancheria inutili ed ingombranti.

Fase 2 – l’accortezza

Vestiti molto sporchi? Qualora tuo marito, il compagno o i tuoi figli tornino a casa con abiti unti, impolverati e inguardabili, è buona abitudine destinare uno spazio non necessariamente a vista, dove “parcheggiarli” in attesa di nuova vita, evitando così che polvere, olio e macchie difficilmente identificabili possano macchiare a loro volta gli altri vestiti.

Un occhio di riguardo è necessario quando si parla di capi con inserti particolari come ricami o applicazioni di perline, di pietre e tutto ciò che rende il tuo capo unico.

In questo caso è preferibile riporlo non in ceste o cestoni ma, anche se in attesa di lavaggio, su una sedia o un ripiano in modo che il capo non subisca alcun tipo di sfregamento che potrebbe rovinarlo.

Fase 3 – la pratica prima del lavaggio

Scelta la cesta o raggruppati i capi da lavare, è bene controllare che gli stessi, siano “pronti” per essere lavati e che state adottate tutte le accortezze per non deformarli o rovinarli.

E’ bene pertanto ricordarti di:

– chiudere cerniere, le tasche o i velcri;

– slacciare i bottoni;

– srotolare maniche di camice, t-shirt o body;

– rovesciare al contrario i capi con stampe o applicazioni ma anche jeans e capi in lana affinché non sbiadiscano;

– svuotare tasche e taschini da fazzoletti di carta o, peggio ancora, da monete, accendini  o piccoli oggetti che infilandosi negli anfratti della lavatrice, possano creare danni o ostruzioni di scarichi e filtri;

– proteggere capi delicati, come ad esempio i reggiseni in pizzo, inserendoli in una federa;

– provvedere a cucire o rammendare quei capi che presentano piccoli forellini, evitando così la formazione di quelli che in gergo si definiscono “crateri”.

Fase 4 – il lavaggio e l’asciugatura

Per evitare sprechi e ottimizzare i lavaggi è conveniente valutare la durata dei programmi.

E’ utile cercare di non caricare la lavatrice ne in maniera eccessiva, correndo il rischio che i capi non vengano lavati adeguatamente, ne far partire il programma con poche cose perchè il dispendio energetico diventerebbe notevole.

Le lavatrici di ultima generazione hanno dei lavaggi molto brevi per rinfrescare i capi che mediamente hanno una durata variabile di 15-20 minuti. Ovviamente parliamo di lavaggi con temperature non superiori ai 40°.

Se hai la fortuna di avere un’asciugatrice risparmierai molto tempo per asciugare i capi! Se così non fosse, il consiglio è quello di approfittare delle giornate di sole per lavare i capi più ingombranti come coperte e lenzuola.

E’ utile stendere i capi più voluminosi verso la parte più esterna degli stendini e dedicare i fili più adiacenti al balcone. Per i piccoli capi di biancheria per poi eventualmente spostarli man mano che il resto si sarà asciugato.

Non mi rimane quindi che augurarti buon bucato!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *