Le etichette indicano come si debbano lavare i tessuti ed è importante non sottovalutarne l’importanza.

Leggere le etichette per lavare i capi pare una cosa scontata ma, a me è capitato di non farlo, e di rovinare dei capi a cui tenevo molto!

E’ importante non avere fretta perchè una volta preso possesso delle informazioni vedrai il tempo che stai impiegando come un investimento ed un grosso risparmio di tempo e di denaro altrimenti lasciato alla tintoria.

Qui di seguito ti presento la tabella generale dove ad ogni simbolo presente sull’etichetta  corrisponde un metodo di lavaggio, per l’asciugatura ed eventualmente anche per lo stiro dei capi.

Su ogni capo (di biancheria o di abbigliamento) è apposta un’etichetta su cui viene indicato il metodo di lavaggio consigliato ed oggi vediamo insieme di cosa si tratta.

Oltre alla composizione del capo, dove per legge è imposto che sull’etichetta vengano descritti percentualmente i tessuti impiegati per la realizzazione, sono indicati i simboli consigliati per il lavaggio. Attenersi sempre alle diciture delle etichette potrebbe rilevarsi un pò oneroso in termini di tempo e denaro, per cui ti vorrei dare qualche consiglio.

Le temperature della lavatrice vanno dai 30° ai 90° ma è ovvio che esistano dei trucchi anche per salvaguardare l’ambiente. I lavaggi ad alte temperature infatti, implicano che i lavaggi siano molto lunghi (anche più di 2 ore) e non sempre è necessario sprecare tanta energia!

Se per le lenzuola in puro cotone o in tessuti resistenti la dicitura ci indica i 90° ma, le lenzuola vengono sostituite settimanalmente, non sarà necessario lavarle a 90° ma sarà sufficiente scegliere il lavaggio con una temperatura tra i 40 e i 60°. Per gli asciugamani,gli accappatoi in spugna e  i canovacci da cucina andranno benissimo i 60° indicati ma, soltanto se sono davvero molto sporchi.

In caso contrario potrai procedere a lavaggi alternati (se non carichi completamente la lavatrice) ed utilizzare la funzione “mezzo carico” per accorciare i tempi di lavaggio.

Se non vuoi dover portare in tintoria i maglioni di lana e in cachemire in cui spesso viene indicato un lavaggio a secco, ti consiglio di lavarli a mano in acqua fredda ma di utilizzare la centrifuga per togliere l’acqua in eccesso in modo che non si sformino.

Ti assicuro che funziona e che spesso non sarà nemmeno necessario stirarli se stesi per bene.

Per la seta vale lo stesso discorso ma non utilizzare mai la centrifuga perchè il tessuto molto delicato potrebbe strapparsi.

I giacconi in piuma e piumino possono essere lavati a 40° in lavatrice ma facendo attenzione ad eventuali inserti (in questo caso li porto a lavare in tintoria).

I capi per cui credo sia necessario prestare massima attenzione sono quelli pesanti e stagionali come ad esempio le giacche e i cappotti in lana.

Sono capi che non essendo indossati direttamente sulla pelle non potranno essere sporchi se utilizzati in maniera alternata durante tutta una stagione. Io li porto in tintoria.

Per la stiratura è sempre consigliato girare al rovescio tutto ciò che potrebbe rovinarsi (i tessuti sintetici, con stampe e tessuti acrilici) e utilizzare un panno in cotone per preservare i capi da eventuali perdite di acqua del ferro da stiro.

Le camicie infine, se stese su una gruccia, saranno molto più semplici da stirare perchè presenteranno meno pieghe.

Passiamo all’asciugatura.

Io stendo cercando di appendere tutto con le grucce: camicie, maglioncini, magliette e pantaloni. Evitando di esporre alla luce del sole capi che potrebbero sbiadire, evito anche il bruttissimo segno delle mollette sui capi perchè eliminarlo dopo l’asciugatura è davvero complicato.


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